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Il Responsabile Servizio Fiscale

Il Responsabile Servizio Fiscale - FEDER.CASA ROMA

Il Responsabile Servizio Fiscale è il Signor Trivisonno Paolo.

La casa nel 730: tutti i bonus su acquisto, affitto, recupero edilizio e arredi

DICHIARAZIONI 2017

La casa nel 730: tutti i bonus su acquisto, affitto, recupero edilizio e arredi

Non si registrano novità sostanziali nel dedalo delle detrazioni e deduzioni relative alla casa, da inserire (o da verificare) nel modello 730/2017. Ma un pro memoria complessivo è utile, perché ormai sono tante le cose da non dimenticare, partendo dalla circolare dell’agenzia delle Entrate 7/E. Partiamo con una visione dall’alto sui principali momenti della vita di una casa: acquisto, mutuo, ristrutturazione e affitto.

Comprare casa
Una serie di particolari agevolazioni sono concesse (in alcuni casi per la prima volta, dato che sono state disposte con la legge di  Stabilità 2016) sull’acquisto.
• Le novità riguardano quindi , anzitutto, la possibilità di detrarre dall'imposta lorda un importo pari al 19 per cento dei canoni e dei relativi oneri accessori (nonché del costo di acquisto al momento dell’opzione finale), derivanti da contratti di leasing su immobili, anche da costruire, da adibire ad abitazione principale entro un anno dalla consegna. Il bonus spetta a chi ha un reddito complessivo non superiore a 55.000 euro. Poi, sempre al debutto, c’è la detrazione dall’Irpef del 50 per cento dell'importo corrisposto per l’Iva pagata in relazione all'acquisto di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B , cedute dalle imprese costruttrici.
• Confermata, come da normativa, la detrazione sulle spese per acquisto o costruzione di immobili da dare in affitto a canone «concordato», quella relativa alla spese per l’intermediazione immobiliare (il 19% su un massimo di 1.000 euro) e il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa.

LA NUOVA dichiarazione dei redditi

Dalla parrucca alla sedia a rotelle, che cosa si può detrarre e che cosa no

Il mutuo
Gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione pagati nel 2016 (criterio di cassa) in dipendenza di mutui danno diritto ad una detrazione dall'imposta lorda nella misura del 19 per cento. Si tratta di mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale (quella in cui si risiede: eccezioni sono previste per chi si trasferisce per lavoro o per ricoveri sanitari o per gli appartenenti a forze armate o di polizia) e, se stipulati prima del 1993, anche per le seconde case (ma ormai non ce ne sono quasi più). Stessa agevolazione per i mutui (anche non ipotecari) contratti per ristrutturare o costruire l’abitazione principale: questo bonus si estende anche agli interventi semplice manutenzione e restauro se il mutuo era stato contratto nel 1997. Infine, sono compresi mutui e prestiti agrari «di ogni specie».
In caso di mutuo eccedente il costo sostenuto per l'acquisto dell'immobile, comprensivo delle spese notarili e degli altri oneri accessori, la detrazione spetta solo per la quota di mutuo riferibile al costo dell'immobile riportato nel rogito più oneri accessori, calcolata in percentuale.

Di regola l’importo detraibile viene indicato dalla banca (o dalla cooperativa a proprietà indivisa) in una speciale comunicazione ma le Entrate danno un elenco dettagliato degli «oneri accessori» che, oltre all’importo degli interessi, vanno considerati ai fini della detrazione: rivalutazione dei mutui in Ecu, oneri fiscali sull’atto di mutuo, provvigione per scarto rateizzato, spese di istruttoria e di perizia tecnica, spese notarili per il contratto di mutuo. Sono invece esclusi le spese notarili per l’atto di compravendita (che è cosa diversa da quello per il mutuo), imposte varie sulla compravendita, gli interessi passivi magari legati all’acquisto (come un fido) ma che non siano per un mutuo precisamente finalizzato. In caso di contributi da Stato, enti pubblici o aziende la detrazione si opera sulla differenza tra l'importo degli interessi pagati e il contributo erogato.

Rimanenze fuori dal regime per cassa 

Ristrutturazione e riqualificazione energetica
Confermate tutte le detrazioni del 50% e del 65% rispettivamente per i lavori di recupero edilizio e di risparmio energetico «qualificato» già previsti l’anno scorso. Le nuove super detrazioni previste dalla legge di Bilancio 2017 valgono, invece, per le spese sostenute quest’anno e quindi andranno indicate nella dichiarazione da presentare nel 2018.
Prosegue anche il credito d’imposta per gli immobili colpiti dal terremoto in Abruzzo del 2009.

Arredare
Ancora per la dichiarazione 2017 valgono le regole speciali per la detrazione del 50% delle spese sostenute nel 2016 per arredare la casa comprata nel 2015 o nel 2016 da giovani coppie nel 2016; confermata anche la detrazione per gli arredi e i grandi elettrodomestici in classe A acquistati nel 2016 in occasione di lavori di recupero edilizio effettuati a partire dal 2012.

Sorvegliare
Quest’anno (il provvedimento è arrivato pochi giorni) tutti coloro che hanno presentato l’istanza per il credito d’imposta relativo alle spese per impianti di videosorveglianza (non cumulabile con la detrazione del 50% assimilata agli interventi di recupero edilizio) hanno ottenuto il rimborso totale: le somme stanziate, infatti, hanno permesso di coprire al 100% le domande.

Arriva il 730/2017: gli sconti in campo

La colf
Anche quest’anno è possibile dedurre dal reddito una parte dei contributi pagati per la colf: i contributi sono deducibili per la parte rimasta a carico del datore di lavoro, fino ad un importo massimo di euro 1.549,37euro.

Affittare 

Numerosi, senza novità particolari, i bonus legati all’affitto. Vediamoli rapidamente:
• detraibilità del 19% dei canoni sostenute per la locazione di alloggi per studenti universitari per un importo non superiore a 2.633 euro;
• detraibilità dei canoni di locazione di alloggi destinati ad abitazione principale del contribuente inquilino: 300 euro se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71 euro; 150 euro se il reddito complessivo è superiore a euro 15.493,71 ma non a euro 30.987,41. Oltre non spetta nulla. Se l’alloggio è stato affittato a canone «concordato» gli importi aumentano, rispettivamente, a 495,80 euro e 247,90 euro;
• ai giovani spetta una detrazione forfetaria di 991,60 euro, purché il loro reddito non superi i 15.493,71 euro e per i primi tre anni del contratto. Per gli inquilini di alloggi sociali la detrazione è simile per importi e limiti di reddito;
• ai proprietari, infine, che non hanno percepito i canoni per morosità dell’inquilino, e purché sia stato convalidato lo sfratto, compete un credito d’imposta pari alle imposte pagate negli anni precedenti su questi canoni (da quando viene pronunciato lo sfratto le imposte non si pagano del tutto).

 

 

 

Agevolazioni acquisto prima casa

Agevolazioni prima casa: residenza nel comune o nell’immobile

 

 

Le agevolazioni prima casa consentono di ottenere uno sconto sull’IVA o sull’imposta di registro purché si rispettino una serie di condizioni: tra queste la residenza nell’immobile nel comune in cui è situato. Vediamo nel dettaglio come funziona tale requisito, quali sono i casi particolari da tener presenti e cosa fare nel caso di decadenza dei benefici per evitare i pagare sanzioni.

Acquisto prima casa residenza obbligatoria

Le agevolazioni prima casa possono essere ottenute per l’acquisto di un immobile adibito a prima abitazione non di lusso, ossia classificabile in una delle seguenti categorie catastali:

  • A/2 – abitazioni di tipo civile
  • A/3 – abitazioni di tipo economico
  • A/4 – abitazioni di tipo popolare
  • A/5 – abitazioni di tipo ultra popolare
  • A/6 – abitazioni di tipo rurale
  • A/7 – abitazioni in villini
  • A/11 – abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi

Il requisito della prima abitazione comporta che l’immobile per il quale si richiedono le agevolazioni prima casa deve essere situato nel comune in cui l’acquirente risiede oppure nel quale si impegna a trasferire la residenza entro 18 mesi, come vedremo più nel dettaglio di seguito.
La residenza nell’immobile o nel comune non è obbligatoria per il personale delle forze armate e delle forze di polizia.

Per richiedere le agevolazioni prima casa inoltre il compratore:

  • Non deve essere titolare, neanche in comunione con il coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su un’altra abitazione situata nello stesso comune in cui si trova l’immobile per il quale si richiedono le agevolazioni fiscali
  • Non deve essere titolare, neanche per quote o in comunione legale, di diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su un’altra abitazione acquistata con agevolazioni per l’acquisto della prima casa, anche dal coniuge, su tutto il territorio nazionale

Agevolazioni prima casa residenza entro 18 mesi

Se il compratore non risulta residente nel comune in cui è situato l’immobile che intende acquistare può richiedere ugualmente le agevolazioni prima casa, purché si impegni a trasferire la residenza nell’immobile o nel comune entro 18 mesi dall’acquisto.
Le agevolazioni prima casa possono essere richieste anche per un immobile situato in un comune diverso da quello in cui l’acquirente ha la propria residenza nei seguenti casi:

  • L’abitazione si trova nel territorio del comune in cui l’acquirente svolge la propria attività, comprese quelle svolte senza remunerazione, come ad esempio attività di studio, di volontariato e sportive
  • In caso di trasferimento all’estero per ragioni di lavoro, nel territorio del comune in cui ha sede o esercita l’attività l’impresa o il soggetto da cui dipende
  • Per i cittadini italiani emigrati all’estero, l’abitazione può essere situata su tutto il territorio nazionale, purché si tratti di prima casa

 

 

Cambio di residenza dopo acquisto prima casa

Il cambio di residenza si considera avvenuto nella data in cui l’acquirente rende al Comune la dichiarazione di trasferimento. Come detto, ciò deve avvenire entro 18 mesi dalla data di acquisto dell’immobile. In caso di mancato trasferimento della residenza si perdono i benefici acquisiti, come vedremo nel dettaglio di seguito.

Agevolazioni prima casa residenza entro 5 anni

Chi ottiene le agevolazioni per l’acquisto della prima casa è tenuto a mantenere la residenza per 5 anni nell’immobile o nel comune in cui questo è situato, pena la perdita dei benefici fiscali.
Se l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi 5 anni è possibile mantenere le agevolazioni prima casa se entro un anno:

  • Si acquista un altro immobile da adibire ad abitazione principale, anche a titolo gratuito. Tale requisito non può essere soddisfatto dalla stipula di un contratto preliminare di compravendita – il cosiddetto compromesso – ma è necessario concludere il contratto definitivo.
  • Si acquista un altro immobile in uno stato estero, purché esistano strumenti di cooperazione amministrativa che consentano di verificare che la casa acquistata è stato adibita a prima abitazione
  • Si acquista un terreno e si realizza un’abitazione principale. Non è necessario ultimare i lavori, è sufficiente costruire un fabbricato non di lusso, comprensivo delle mura perimetrali delle singole unità e della copertura.

Decadenza agevolazioni prima casa

In caso di mancato rispetto dei requisiti fissati dalla legge per ottenere le agevolazioni prima casa si verifica la decadenza dei benefici, con la necessità di versare le imposte ordinarie, gli interessi e una sanzione del 30% delle imposta. Esistono tuttavia delle procedure che l’acquirente può seguire per evitare sanzioni. 

deduzione del 20% sull'acquisto di una casa da affittare

Come funziona la deduzione del 20% sull'acquisto di una casa da affittare

Debutta nella dichiarazione dei redditi di quest'anno la nuova deduzione sull'acquisto di un immobile da dare in locazione con canoni agevolati per un periodo di otto anni. L'agevolazione consente di detrarre dal reddito complessivo delle persone fisiche il 20% del costo sostenuto per l'acquisto o la costruzione di un'abitazione che verrà data in affitto.

Interventi ammessi nell'agevolazione

La nuova agevolazione è stata introdotta dall'articolo 21 del decreto legge del 12 settembre 2014 e dovrà essere indicata nel rigo Rp32 del modello UNICO 2015 PF. La norma prevede dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2017 sia possibili dedurre il 20% delle spese sostenute per:

  • Acquisto di immobili ad uso residenziale di nuova costruzione e rimasti invenduti al 12 novembre 2014

  • Acquisto di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e di risanamento conservativo. Sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

  • Costruzione di un immobile su aree edificabili già possedute dal contribuente stesso prima dell'inizio dei lavori o sulle quali sono già riconosciuti diritti edificatori. Tali spese devono essere attestate dall'impresa che esegue i lavori

  • Sono deducibili anche gli interessi passivi dipendenti da mutui contratti per l'acquisto delle unità immobiliari medesime

La legge di conversione del dl ha eliminato il vincolo che prevedeva che l'acquisto debba essere effettuato "da imprese di costruzione e da cooperative edilizie" e la ristrutturazione "da imprese di ristrutturazione immobiliari e da cooperative edilizie". Tale vincolo è però riportato nel Modello Unico ed è valido solo per periodo dal 13 settembre 2014 all'11 novembre 2014.

 

Ripartizione della deduzione

 

La deduzione è ripartita in otto quote annuali di pari importo dal momento della stipula del contratto di locazione. Il limite massimo di spesa su cui calcolare la deduzione sono 300mila euro (deduzione massima di 60mila euro), anche nel caso di acquisto o di realizzazione di più immobili. La norma non chiarisce se il limite sia riferito a tutto il quadriennio agevolato, o solo al singolo acquisto.

 

La locazione dell'immobile
Entro sei mesi dall'acquisto o dalla fine dei lavori di costruzione, l'immobile deve essere destinato alla locazione per un periodo continuativo di almeno otto anni. Il canone non può superare i tre seguenti limiti
1) Essere superiore a quello indicato nella convenzione comunale stipulata ai fini del rilascio del permesso di costruire relativo agli interventi di edilizia abitativa convenzionata; 2) Non può essere superiore a quello previsto per i contratti a canone convenzionale o concordato: 3) Non può essere superiore a quello speciale stabilito per le unità abitative realizzate o recuperate nei Comuni ad alta tensione abitativa.

 

 

 

 

 

 

 

Detrazioni fiscali per i contratti di locazione

Detrazioni 

Esistono alcune agevolazioni fiscali grazie alle quali è possibile detrarre dall'IRPEF una parte delle spese sostenute per il pagamento dei canoni di locazione.

 Detrazioni fiscali per contratti d'affitto

Forse non è noto a tutti che esistono alcune agevolazioni fiscali grazie alle quali è possibile detrarre dall'importo IRPEF dovuto una parte delle spese sostenute per il pagamento dei canoni di locazione.
Il primo requisito richiesto è pero che tale canone di affitto riguardi l'
abitazione principale del contribuente, quella cioè nella quale risiede abitualmente.

Ci sono in realtà diverse detrazioni, le cui aliquote e i requisiti per accedervi variano a seconda dei destinatari.
Esse possono infatti riguardare:
• inquilini a basso reddito;
• dipendenti trasferiti per motivi di lavoro;
• giovani entro una determinata soglia d'età;
• studenti fuori sede.

Esistono comunque dei limiti per poter usufruire delle detrazioni in seguito descritte.

Se il contratto d'affitto è
 intestato a più persone, ciascuna può usufruirne nella percentuale che gli spetta, ma esse vanno ripartite e non sono tra loro cumulabili.
Il contribuente ha però il diritto di scegliere tra le opzioni possibili quella a lui più favorevole.

Nel caso in cui la detrazione fosse
 superiore all'imposta dovuta, la parte in più può essere portata in compensazione per il pagamento dell'IRPEF dell'anno successivo oppure richiesta a rimborso.

Detrazioni fiscali per contratti d'affitto di contribuenti a basso reddito

I titolari di un contratto d'affitto per un immobile di tipo residenziale, stipulato in ottemperanza alla legge n. 431/98, possono usufruire di una detrazione IRPEF in misura variabile a seconda del reddito percepito.

In particolare, per i redditi fino a 15.493,71 euro lo sconto ammonta a
 300 euro, mentre per i redditi superiori a tale soglia, e comunque al di sotto di 30.987,41 euro, scende a 150 euro.
Per redditi superiori a tale soglia non è prevista alcuna detrazione.

Nel caso in cui, invece, si tratti di un contratto di locazione stipulato o rinnovato a canone concordato, le quote di detrazione salgono rispettivamente a 495,80 euro e 247,90 euro a seconda delle soglie di reddito indicate.

Ricordiamo che il contratto di locazione a canone concordato, detto anche
 a canone calmierato, è quello il cui importo rientra all'interno di una fascia di minimo e massimo, fissati in base ad accordi stabiliti in sede locale tra le Associazioni dei Proprietari e degli Inquilini.

Non sono invece soggetti ad alcuna detrazione i contratti stipulati tra enti pubblici e privati. Ad esempio, gli inquilini di Case Popolari non possono usufruire di questa agevolazione (almeno fino adesso: sembra che ci sia invece la possibilità ma stiamo aspettando comunicazioni ufficiali)

Tuttavia
 per il triennio 2014-2016, gli inquilini di alloggi sociali hanno diritto alle seguenti detrazioni complessive:
 900 euro per redditi non superiori a 15.493,71 euro;
 450 euro per redditi compresi tra 15.493,71 e  30.987,41 euro.

Detrazioni fiscali per contratti d'affitto di dipendenti trasferiti per motivi di lavoro

Ulteriori aliquote di detrazione sono previste per i lavoratori dipendenti trasferiti per motivi di lavoro. 
L'agevolazione non spetta, però, per i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, come ad esempio le borse di studio.

Per godere del beneficio è necessario che la residenza sia stata trasferita nel comune di lavoro, o in un comune limitrofo, nei tre anni precedenti la richiesta di detrazione. Il nuovo comune di residenza deve comunque trovarsi in una regione diversa da quella di provenienza ea non meno di 100 km di distanza da questo.

Lo sconto ammonta a
 991, 60 euro per i redditi fino a 15.493,71 euro e a 495,80 euro per i redditi superiori, ma comunque inferiori a 30.987,41 euro.

Detrazioni fiscali per contratti d'affitto di giovani

I giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni, titolari di un contratto di locazione stipulato ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, di riforma delle locazioni, che abbiano un reddito complessivo inferiore a 15.493,71 euro, hanno diritto per i primi tre anni ad una detrazione pari a 991,60 euro.

Il requisito dell'età richiesta, quello principale per poter accedere all'agevolazione, è sufficiente che sia rispettato anche solo per una parte del periodo d'imposta per il quale si intende richiedere le detrazioni.

È necessario però che l'immobile sia
 diverso dall'abitazione principale dei genitori e che il contratto non sia stato stipulato prima del 2007.

Detrazioni fiscali per contratti d'affitto di studenti fuori sede


Un'ulteriore riduzione è prevista per i 
contratti stipulati a studenti iscritti al corso di laurea di un'università ubicata in un comune diverso da quello di residenza. Il comune deve essere lo stesso dell'università, o un comune limitrofo, sito ad almeno 100 km di distanza da quello di provenienza e comunque in una Provincia diversa.

Questi contratti sono detraibili nella percentuale del
 19%, su un importo non superiore a 2.633 euro e quindi in misura non superiore a 500 euro. 
La detrazione è valida anche se il contratto è intestato al genitore che sostiene la spesa.
L'importo massimo rimane lo stesso anche nel caso in cui un genitore debba sostenere la spesa per più figli.

Presso gli uffici della FEDER.CASA (vedi la struttura) troverete l'assistenza necessaria alla compilazione ed all'invio del modello 730 per usufruire dele detrazioni sopra riportate.

 

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Patronato INPAS CONFSAL

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Archè Psicoterapia e Valutazione Psicologica

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