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Bonus fino all’85% per l’adeguamento antisismico

 

Dopo il terremoto di Ischia si torna a parlare di sicurezza degli edifici. Ma cosa prevede la normativa? La legge di bilancio 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 la detrazione per gli interventi di adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici.
L’agevolazione si applica sia su immobili adibiti ad abitazione sia su quelli per le attività produttive nella misura del 50%, fino a un ammontare complessivo delle spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno. Tale percentuale può essere elevata fino al 70% o 80% nel caso in cui dagli interventi derivi, rispettivamente, una diminuzione di una o due classi di rischio; qualora gli interventi siano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni dall’imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75% e dell’85%.

Inoltre, lo scorso 28 febbraio il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha firmato il decreto sulle linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni e le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati.
Il «rischio sismico» è la misura matematica/ingegneristica per valutare il danno (perdita) atteso a seguito di un possibile evento sismico. Dipende da un’interazione di fattori messi in relazione: pericolosità (zone sismiche) vulnerabilità (capacità degli edifici) esposizione (contesti).

Le linee guida consentono di attribuire ad un edificio una specifica classe di rischio sismico, mediante un unico parametro che tenga conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici; forniscono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e il miglioramento di una sola classe di rischio, l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione a una o più classi superiori. 

Per attivare i benefici fiscali occorre quindi fare riferimento alla classificazione prevista dalle nuove linee guida, con le quali si attribuisce ad un edificio una specifica classe di rischio sismico. Sono state individuate otto classi di rischio sismico: da A+ (meno rischio), ad A, B, C, D, E, F e G (più rischio). 

In alternativa alla detrazione, per i soggetti beneficiari vi è la possibilità di cedere il corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori o ad altri soggetti privato con la facoltà di successiva cessione del credito. Questa scelta può essere fatta solo per le spese sostenute nel 2017 per interventi su parti comuni degli edifici condominiali. 

A differenza degli anni precedenti, la detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. 
A decorrere dal 1º gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021, è possibile usufruire dell’agevolazione non solo per gli edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zona 1 e 2) ma anche per quelli ubicati in zona sismica 3 dove, anche se raramente, possono verificarsi forti terremoti. Le detrazioni non sono cumulabili con agevolazioni già spettanti per le medesime finalità sulla base di norme speciali per interventi in aree colpite da eventi sismici.

 

Legge di Bilancio 2018, le nuove detrazioni per la casa

 

Ecobonus variabile e abbinabile al sismabonus, bonus verde, ristrutturazioni e bonus mobili. Incentivi per dimore storiche, alberghi e terme e Fondo per la demolizione degli edifici abusivi

 La Legge di Bilancio 2018 ridisegna gli incentivi sulla casa. A subire i rimaneggiamenti maggiori è stato l’ecobonus. Non più una detrazione del 65% per tutti gli interventi, ma aliquote differenziate con l’obiettivo di agevolare maggiormente i lavori capaci di migliorare la prestazione energetica degli edifici. Introdotto un incentivo rafforzato per gli interventi integrati di efficientamento energetico e messa in sicurezza antisismica. Tra le novità assolute spicca il bonus verde, mentre come ogni anno è arrivata la proroga annuale per bonus ristrutturazioni e bonus mobili.
 
Dopo un periodo di sospensione, tornano gli incentivi per la riqualificazione delle dimore storiche. Diventano inoltre detraibili le polizze catastrofali contro il rischio di eventi calamitosi e viene esteso alle terme il tax credit per la riqualificazione delle strutture alberghiere. Per combattere l’illegalità in edilizia, sono stati infine stanziati 10 milioni di euro per la demolizione degli edifici abusivi.
 

Ecobonus, detrazioni al 65% e 50%

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 65% per gli interventi di efficientamento energetico delle singole unità immobiliari. L’Ecobonus sui condomìni resta invariato fino al 2021. Si potrà optare per la cessione del credito non solo per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni, ma anche per quelli sulle singole unità immobiliari. Con 150 milioni di euro, il Fondo per l’ecoprestito garantirà i mutui sottoscritti per intraprendere interventi di miglioramento della prestazione energetica degli immobili.
 
Detrazione del 65% anche per l'acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%. 
 
Scende al 50% il bonus per l'acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013.
 
Per quanto riguarda le caldaie, sono esclusi dagli incentivi gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A. Continuano ad usufruire del 65% gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti. Detrazione al 65% anche per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o per le spese sostenute all'acquisto e posa in opera di generatori d'aria calda a condensazione.
 

Sismabonus fino all'85% anche per l'edilizia popolare

Dal 2018 tra i beneficiari ci saranno anche gli istituti di edilizia popolare. Restano invece invariate le condizioni. Per le spese di messa in sicurezza antisismica degli edifici residenziali e produttivi situati nelle zone a rischio sismico 1,2 e 3, effettuate fino al 31 dicembre 2021, è riconosciuta una detrazione fiscale Irpef o Ires. Si parte dal 50% e si può arrivare al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro.

Nei 
condomìni si parte sempre dal 50% e si può raggiungere il 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore e l’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. In questo caso, il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
 
Il miglioramento antisismico è calcolato sulla base delle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici (DM 28 febbraio 2017). 
 

Antisismica + efficientamento energetico: bonus fino all'85%

Gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica, otterranno una detrazione dell’80% se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo e verrà calcolata su una spesa massima di 136mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. 136 mila euro è la somma del tetto di 96mila euro per unità immobiliare, previsto dal sismabonus “tradizionale”, e di quello di 40mila euro per unità immobiliare fissato per l'ecobonus.
 

Bonus ristrutturazioni 50%, proroga al 31 dicembre 2018

Prorogata fino al 31 dicembre 2018 la detrazione del 50%, con un limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare, per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali.
 

Bonus Mobili 50% fino al 31 dicembre 2018

Chi ristruttura il proprio immobile potrà usufruire ancora per un anno una detrazione Irpef del 50%, con un tetto di 10mila euro per unità immobiliare, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. La condizione per usufruire del Bonus Mobili è che i lavori inizino dopo il 1° gennaio 2017.
 

Bonus Verde 36% per giardini e terrazzi

Gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi saranno incentivati con una detrazione fiscale dall'Irpef del 36% delle spese sostenute nel 2018, fino ad un massimo di 5mila euro per unità immobiliare. Tra le spese detraibili sono incluse quelle per la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi. In condominio il limite di spesa sarà di 5mila euro per unità immobiliare.
 

Tax credit fino a 200mila euro per alberghi e terme

Il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere, che prevede un bonus del 65% fino ad un massimo di 200.000 euro per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2018, viene esteso alle strutture termali. Gli stabilimenti termali potranno richiedere il credito d’imposta delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia, efficientamento energetico, eliminazione delle barriere architettoniche, acquisto di mobili e componenti di arredo, realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature ed apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali.
 

Adeguamento antincendio di alberghi con oltre 25 posti  

Le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto dovranno adeguare le strutture alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019. Le strutture dovranno presentare al Comando provinciale dei Vigili del fuoco entro il 1º dicembre 2018 la SCIA parziale, attestante il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni: resistenza al fuoco delle strutture; reazione al fuoco dei materiali; compartimentazioni; corridoi; scale; ascensori e montacarichi;  impianti idrici antincendio; vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; vie d’uscita ad uso promiscuo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; locali adibiti a deposito.
 

Dimore storiche, 20 milioni all'anno per la riqualificazione

Dal 1° gennaio 2019 saranno riattivati i contributi per interventi conservativi volontari su beni culturali di proprietà privata come le dimore storiche. (I contributi, già previsti dall’art. 35 del Dlgs 42/2004, erano stati sospesi dell’art. 1, co. 26-ter, del DL 95/2012). Per la misura sono stati stanziati 10 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni di euro a decorrere dal 2020. Sono stati inoltre previsti 150 milioni di euro per saldare i debiti pregressi dei contributi fermi dal 2012.
 

Le polizze catastrofali diventano detraibili

Saranno detraibili le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi stipulate per le abitazioni. I premi per questo tipo di polizze godranno così della stessa agevolazione fiscale oggi vigente, ad esempio, per gli interessi passivi relativi ai mutui per l’acquisto della prima casa, le spese sanitarie, le polizze vita.
 

Fondo da 10 milioni per la demolizione degli edifici abusivi

Viene istituito un Fondo da 10 milioni di euro, 5 milioni per il 2018 e 5 per il 2019, per la demolizione degli edifici abusivi. Sono stati inoltre stanziati 500mila euro per l’istituzione di una banca dati centralizzata sull'abusivismo edilizio presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I Comuni dovranno segnalare al Ministero delle infrastrutture i casi di abusivismo rilevati sul territorio. La segnalazione costituisce un obbligo e i funzionari o i dirigenti inadempienti saranno puniti con una multa di 1000 euro.
 

IVA agevolata 10% per i lavori edili

Viene fornita un’interpretazione autentica della disciplina dell’aliquota Iva agevolata al 10% per i beni significativi nell’ambito dei lavori edili. La determinazione del valore dei ‘beni significativi’ deve essere effettuata sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale. La fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare, oltre al servizio oggetto della prestazione, anche il valore dei beni di valore significativo.
 

Attestato di Prestazione Energetica

ATTESTATO  PRESTAZIONE ENERGETICA

 

La vecchia, si fa per dire, certificazione energetica degli edifici (Ace) dopo appena 18 mesi di vita va in pensione. Al suo posto arriva l'Ape, attestato di prestazione energetica, istituito dal decreto legge 63/2013 e pubblicato in gazzetta ufficiale il 6 giugno. Quindi dal 6 giugno 2013 chi deve vendere o affittare casa deve dotarsi dell'Ape, attestato di prestazione energetica. La nuova normativa sostituisce l'anteriore dell'Ace, ma per chi ne aveva già uno, il certificato resta in vigore fino alla sua scadenza. Sebbene manchino ancora i decreti attuativi che specifichino tutti i dettagli, le sanzioni sono chiarissime e anche particolarmente salate. Tuttavia nessuno ha stabilito chi le applicherà.

 

Chi deve munirsi di Ape. Durante le trattative di compravendita o di locazione, venditori e locatori dovranno rendere disponibile al potenziale acquirente o al nuovo conduttore l’attestato di prestazione energetica, che ha validità temporale massima di 10 anni, a partire dal suo rilascio. Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione, dovrà essere inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato. In caso di promessa di vendita, l’attestato dovrà essere consegnato all’acquirente (o l’acquirente dovrà essere edotto della sua esistenza e conoscerne i parametri) e così in caso di promessa di locazione al conduttore. 

 

Nel caso di annunci immobiliari, in tutti i mezzi di comunicazione commerciali, dovranno essere indicati l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.

 

Le sanzioni. In caso di vendita, (cioè di atto notarile) il proprietario che viola l’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 18.000 euro. Per lo meno è scomparsa la sanzione di invalidità dell’atto e l’Ape deve essere citato con tutte le indicazioni rilevanti, ma non occorre più che sia allegato all'atto notarile. In caso di nuovo contratto di locazione, il proprietario che viola l’obbligo di essere dotato dell’attestato di prestazione energetica e di indicarne i dati è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800 euro. In caso di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione, «il responsabile dell’annuncio» è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3.000 euro. Il responsabile dell'annuncio non è il proprietario, qualora sia gestito da un mediatore. Per il costruttore o il proprietario di un nuovo edificio, o di un edificio sottoposto a lavori di ristrutturazione, la multa va da 3.000 a 18.000 euro. Per il professionista che redige l'attestato in modo incorretto, senza cioè rispettare i criteri stabiliti dalla legge, pagherà una multa tra i 700 e i 4200 euro.

 

Chi applica le sanzioni. Come detto in precedenza, mancando i decreti attuativi, non vi è nessuna indicazione. Fino a che non si individuerà questa figura, solo in quelle regioni, come la Lombardia, la Liguria o il Trentino Alto Adige, dove già esistevano, sarà possibile agire. Norma anti furbi. Il nuovo certificato di prestazione energetica dovrà contenere anche dei suggerimenti per il miglioramento delle condizioni energetiche dell’immobile. Questa piccola diagnosi energetica dovrebbe anche sgomberare le pratiche poco ortodosse che permettono la redazione dei certificati online senza visionare l’immobile. Per chi ha già l'Ace. L’introduzione dell’ape sostituirà del tutto l’Ace, che continuerà invece ad avere validità se rilasciato fino al 5 giugno 2013.

 

La FEDER.CASA fornisce ai propri iscritti il servizio per ottenere l’Attestato di Prestazione Energetica a costi agevolati.

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I SERVIZI OFFERTI DAL SETTORE PROPRIETARI E UTENTI

ASSISTENZA LEGALE E NOTARILE

-          Consulenza in sede e/o on line su:

1-   normativa condominiale

2-   responsabilità del venditore per rovina o difetti di cose immobili

3-   contratti di mutuo

4-   contrattualistica in generale

5-   successioni e donazioni

6-   costituzione di usufrutto

7-   costituzione di fondo patrimoniale

8-   scioglimento di proprietà in comunione

9-   polizze assicurative

10-  enti di erogazione (gas, luce e acqua)

-          Redazione di contratti preliminari

-          Assistenza in caso compravendita della “ prima casa”

-          Assistenza con imprese costruttrici, cooperative edilizie, enti che dismettono il patrimonio pubblico, agenzie immobiliari, banche

-          Redazione e/o revisione di regolamenti condominiali

-          Partecipazione e disciplina delle assemblee condominiali

-          Ricorsi per cartelle esattoriali.

-          Ricontrattazione mutui

 

ASSISTENZA FISCALE TRIBUTARIA PREVIDENZIALE

-          Assistenza fiscale tramite il CAF CONFSAL (dichiarazione dei redditi, modello ISEE, modello RED ecc. )

-          Assistenza previdenziale tramite il Patronato INPAS (pratiche pensionistiche, invalidità civile, disoccupazioni)

-          Dichiarazioni su IMU e agevolazioni fiscali in materia edilizia

-          Revisione contabile della gestione condominiale

-          Assistenza contrattuale e buste paga colf e badanti

 

ASSISTENZA TECNICA

-          Visure ipotecarie e catastali

-          Sopralluoghi ed accertamenti tecnici

-          Assistenza per pratiche di manutenzione ordinaria e straordinaria

-          Redazione e/o verifica di preventivi e capitolati d’appalto

-          Direzione lavori

-          Assistenza per le richieste di autorizzazione e concessione edilizia

-          Assistenza per le richieste di autorizzazione in sanatoria e varianti in corso d’opera

-          Consulenza ed assistenza sulla normativa “ piano casa “

-          Assistenza alla redazione del fascicolo di fabbricato

-          Redazione e/o revisione delle tabelle millesimali

-          Consulenza ed assistenza per l’installazione di strutture di fonti energetiche alternative

-          Consulenza ed assistenza per l’installazione di strumentazioni televisive e di reti internet condominiali

 

 La FEDER:CASA settore proprietari utenti  potrà gestire direttamente con proprie strutture e risorse le attività di consulenza, verifica , controllo e gestione e per quelli che richiedono una specifica o esclusiva specializzazione tecnico-legale potrà, eventualmente,  stipulare convenzioni con professionisti e tecnici del settore. 

IL NUOVO SETTORE PROPRIETARI E UTENTI DI FEDER.CASA

In questo nuovo contesto, Feder.casa ha ricevuto e continua a ricevere da parte dei suoi associati ex-assegnatari, numerose richieste di tutela su problematiche che di volta in volta si palesano, riguardanti soprattutto la gestione dell’immobile nella sua complessità e i rapporti tra i condomini.

Per questo motivo Feder.casa ha deciso di creare un settore dedicato alla tutela dei suoi ex-assegnatari nella loro nuova veste di proprietari; una scelta, questa, in qualche modo obbligata, doverosa e conseguente alle numerose richieste che dimostrano l’esistenza di un rapporto di fiducia e di rispetto reciproco che da tempo intercorrono con i propri associati.

Del resto, l’etimologia della parola sindacato viene dalle parole greche “SYN”, che significa “insieme” e “DIKE”, che significa “giustizia”.

La proprietà privata e più in generale il godimento del “bene-casa”, in proprietà o in detenzione, assicura ad ognuno lo spazio effettivamente necessario per l’autonomia personale e familiare, e deve essere considerata come un prolungamento della libertà umana, una delle condizioni della libertà civile.

Per questo motivo è necessario superare la dicotomia atavica del conflitto tra categorie, nella specie quello tra proprietari ed inquilini, fino a formarne un’unica categoria, il cui vero obiettivo sia quello del diritto alla qualità dell’abitare.

In questa visione più ampia del concetto di abitazione e di casa si rende necessario porre particolare attenzione alle nuove richieste di tutela al fine di assicurare a tutte le categorie di cittadini-utenti un’abitazione di qualità, in affitto o in proprietà, ad un prezzo accessibile che sia inserita in un contesto urbano adeguato alle nuove esigenze e che sia dotata di servizi innovativi.

L’obiettivo del nuovo settore proprietari e utenti di Feder.casa è, dunque, quello di ricercare e offrire ai suoi associati “armonia civica” in modo da avere un equilibrio perfetto tra utilizzo della propria abitazione e ambiente esterno.

Le nuove domande che provengono dai cittadini-fruitori del bene casa riguardano, infatti, la qualità dell’abitare, la prestazione di servizi inerenti la bioedilizia, la bioarchitettura, il risparmio energetico, i nuovi sistemi di comunicazione e le nuove tecnologie per la sicurezza, la previsione di servizi culturali e sociali, in particolare per gli anziani, la realizzazione di asili nido e di interventi per l’infanzia, la realizzazione strutture e servizi per i diversamente abili.

 

Un altro obiettivo, in linea con l’idea di “armonia civica”, è quello della armonizzazione dei rapporti fra le persone nel contesto condominiale, dove spesso avviene una lacerazione del tessuto sociale.

Dispetti fra vicini e livori fra chi condivide lo stesso pianerottolo sembrano non conoscere crisi alcuna. Secondo i dati di un’indagine che ha coinvolto oltre 3000 persone su tutto il territorio nazionale, ben il 26% degli italiani litiga o ha litigato con il proprio vicino di casa.

In Italia le famiglie che vivono in condominio (considerato una composizione tipo di 4 persone) sono oltre 14 milioni, gli amministratori di condominio oltre 200 mila di cui solo il 20% iscritti ad un’organizzazione di categoria.

Quanto sopra denota come il 60% degli italiani viva in Condominio (l’Italia è uno fra i primi paesi al mondo per diffusione della proprietà condominiale) e sia protagonista di discordie e contrasti creati dai rapporti di vicinato, dall’utilizzo, dall’interdipendenza delle cose comuni etc.

Le liti condominiali e più in generale quelle originate dai rapporti di vicinato rappresentano una consistente parte del contenzioso pendente innanzi ai Giudici ordinari dei Tribunali ordinari anche se il più delle volte si tratta di controversie di scarsa importanza, di minimo valore economico e che si auto alimentano soltanto grazie alle reciproche incomprensioni e prese di posizione dei protagonisti vicini di casa.

Le controversie nascenti fra i condomini hanno una struttura particolare che va al di là delle normali controversie di carattere economico in quanto vi si rileva l’intrigato aspetto caratteriale, emotivo e personale dei soggetti coinvolti che neanche i Giudici sono in grado di dipanare e risolvere emanando il proprio verdetto.

Ogni anno si effettuano migliaia di consulenze legali in tutta Italia in tema di condomini e di problemi tra inquilini che risiedono nello stesso edificio, di queste oltre l’80 per cento finisce in genere in una controversia davanti al Tribunale. Su scala nazionale, annualmente si registrano circa 2 milioni di cause legali davanti ai Giudici di pace legate esclusivamente ai rapporti fra condomini, la maggior parte avviene nelle città del sud (45 per cento) contro il 35 per cento del centro e il 20 per cento del nord d’Italia.

Il dato che emerge è preoccupante non solo perché le 5 milioni di cause civili pendenti innanzi agli organi della giustizia ordinaria continuano ad essere alimentate da questioni di minore importanza e di scarsa entità, contribuendo ad “intasare” il già poco celere sistema giudiziario.

I principali motivi di litigiosità nel condominio vedono al primo posto con la percentuale del 34% i rumori molesti a cui seguono, con il 24% gli odori fastidiosi, con il 15% l’errato utilizzo delle aree comuni, con il 12% le vertenze con l’amministratore, con il 9% le piante ed i balconi, ed infine al 6% gli animali domestici.

 

Un altro problema frequente per gli utenti, siano essi proprietari o inquilini, riguarda le novità in materia tributaria. Il nuovo settore proprietari e utenti di Feder.casa ha come obiettivo quello di offrire tutela e consulenza specializzata nelle materie fiscali più disparate: nuove tassazioni,  modifica della fiscalità immobiliare (IRPEF), nuove disposizioni riguardanti la revisione degli estimi catastali, novità normative riguardanti il fascicolo del fabbricato, normativa urbanistica sul cosiddetto piano casa, nuova normativa sul condominio, disposizioni per l’accesso al credito per mutui per l’acquisto della casa o per la ristrutturazione, garanzie inerenti l’acquisto della casa su progetto ecc..

 

Per soddisfare pienamente le domande e per tutelare in maniera più completa possibile proprietari, inquilini, assegnatari, o più in generale, i cittadini-utenti, in modo da consentire a tutti di godere appieno del bene-casa nella sua accezione più ampia, si rende necessario quindi, sviluppare una rappresentanza anche degli interessi collettivi che sia in grado di interloquire con le istituzioni  e di incidere maggiormente sulle decisioni politiche, economiche e sociali dei governi nazionali e locali.

Una rappresentanza che sia in grado di interagire con tutti gli attori del settore per trovare insieme le sinergie necessarie a raggiungere armonia tra le parti  e quindi il bene comune.

Con la costituzione del settore proprietari e utenti, la FEDER.CASA intende rappresentare, appunto, tutte queste esigenze e dare la tutela e il supporto necessari a tutti gli utenti del bene-casa. 

Per svolgere al meglio tale compito la FEDER.CASA svilupperà le proprie iniziative su quelle problematiche che attualmente incombono sul proprietario utente mediante un costante monitoraggio della normativa di riferimento ed un confronto costante con le istituzioni ai vari livelli.